Jody Arturo Fantin, un fantasista al servizio del Valmeduna

Jody Arturo Fantin, un fantasista al servizio del Valmeduna

Il suo idolo è Messi, il lavoro e la famiglia (sposato con Ilaria e papà di due bambine) lo hanno reso un uomo attento e pronto al sacrificio. Anche sul campo di calcio dove, oltre alla sua passione, mette in evidenza ottime caratteristiche tecniche. Tra gli amatori, dove spesso non ci sono canovacci tattici particolari, per essere incisivo ci vogliono doti come buona tecnica individuale, velocità, rapidità nei movimenti, posizione e, naturalmente, fiuto del gol. Ma, considerando che  la mancanza di reti può provocare una sorta di nervosismo personale che poi influisce sul rendimento,  bisogna avere anche una notevole forza mentale per sopperire a quei momenti dove si fatica a realizzare.  Pregi che sembrano appartenere a Jody Arturo Fantin, “bomberone” del Valmeduna x Leg, capace di realizzare 136 gol in 140 presenze. Una media che fa di Jody uno tra gli attaccanti più forti di tutto il Friuli Collinare e che garantisce alla sua squadra una bella dote in termini realizzativi.

Oltre ad essere uno dei bomber della tua squadra, in passato se stato anche capocannoniere nella tua categoria di appartenenza. Quali ritieni siano le tue migliori caratteristiche tecniche?

“Credo che i miei punti di forza siano la visione di gioco, i calci da fermo e la capacità spesso di trovarmi al posto giusto al momento giusto”.

Per te il calcio è…             

“Il calcio per me vuol dire molto. Sa regalarmi emozioni uniche. Poi, se come me si ha la fortuna di poterlo giocare assieme agli amici, diventa ancor più incredibile”.

Cos’è che ti fa arrabbiare di più nel calcio?

“Mi fanno arrabbiare molto i comportamenti antisportivi. Non penso serva tirare gomitate, dare calci a palla lontana o insultare una persona cercando di farla innervosire per trarne vantaggio”.

Qual è il tuo compagno di squadra con cui hai maggior feeling?

“Nella nostra squadra non ci sono persone più simpatiche di altre. Tutti ci prendiamo in giro e tutti accettano volentieri questa cosa. La persona invece con cui mi trovo di più a giocare è il mio compagno di reparto Mirko Bortolussi. Giochiamo assieme da quando siamo bambini e ci conosciamo a memoria. Anche se a volte le sentiamo perché in campo ci cerchiamo solo io e lui.  Lo ritengo un secondo fratello”.

Sei parte integrante della Valmeduna da parecchi anni. Secondo te cos’à di speciale questa squadra?

“Di speciale c’è il gruppo. In primo piano dobbiamo ringraziare Livio Del Bianco che oltre ad essere un tuttofare, dall’ anno scorso, si è messo a disposizione per ricoprire il ruolo di allenatore. Senza lui sarebbe difficile mantenere questa splendida realtà. Poi, di veramente, speciale c’è tutto il gruppo. Siamo veramente una squadra di amici che si da una mano l’uno con l’altro per qualsiasi cosa. Penso che se mancasse una sola pedina non sarebbe lo stesso”.

Quali sono gli obiettivi che la Valmeduna si è posta quest’anno?

“I nostri obbiettivi sono ben chiari. Prima di tutto vogliamo mantenere  il gruppo solido come abbiamo fatto fino adesso. Poi vogliamo tornare dove sarebbe il nostro posto, la divisione Diamante. E perché no, se c’è la facciamo vorremo provarla anche a vincerla, visto che, a mio parere, abbiamo il potenziale per farlo”.

Qual è l’allenatore che ti ha insegnato di più?

“Gli allenatori che mi hanno insegnato di più sono Roberto Zuttion  e Paolo Bertolo. Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di essere allenato anche da Mino Radina, al Cedarchis. Una persona fantastica (come tutte le persone che ho trovato li), che prepara le partite nei minimi dettagli come non avevo mai visto”.

Qual è l’avversario che soffri maggiormente?

“Non c’è ne uno in particolare. Ci sono parecchi avversari bravi. Per liberarmi dalla loro marcatura cerco sempre di non dare punti di riferimento e di cambiare il tipo di giocata spesso”.

Dicono che, in campo, tu abbia un carattere “fumino”.

“E’ una definizione in cui non mi riconosco. Ritengo di comportarmi bene sia con gli avversari che con gli arbitri.  Mi arrabbio molto, invece, se perdo. Per fortuna i miei compagni sanno come sono e mi lasciano stare. Tanto, dopo un pò, mi passa”.

 

Il cammino di Jody Arturo Fantin , in termini di gol, nel Friuli Collinare

15/16 capocannoniere seconda categoria e superbomber collinare con 27 reti

16/17 capocannoniere prima categoria con 19 reti

17/18 capocannoniere prima categoria con 29 reti

18/19 capocannoniere in Eccellenza con 19 reti

21/22  realizzate 16 reti

22/23  realizzate 7 reti

 

 

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