Defibrillatore: come comportarsi

In relazione alle richieste di chiarimenti delle associazioni cerchiamo di spiegare in sintesi quelli che sono i diritti e doveri delle Associazioni in tema di defibrillatore.

Obbligo del defibrillatore inderogabile.

Norme di legge prevedono che le associazioni debbano assicurare per tutta la durata della gara la presenza di una persona abilitata all’uso di un defibrillatore, strumento che deve essere presente nell’impianto sportivo sempre per tutta la durata delle gara.

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Torrenti: Decreto Balduzzi migliorativo

E’ notizia di poche ore fa dell’uscita del decreto ministeriale attuativo del cosiddetto Decreto Balduzzi. Il 29 giugno 2017  tale regolamento è stato infatti sottoscritto dal Ministro dello Sport Lotti e dal ministro della salute Lorenzin.

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Modificato il Decreto Balduzzi! Escluse responsabilità a carico dei presidenti di associazioni non gestrici di impianti

Oggi 29 giugno 2017, a doppia firma del Ministro dello Sport Lotti e del ministro della Salute Lorenzin, è stato emesso il Decreto Ministeriale attuativo del cosiddetto “Decreto Balduzzi” che decorrerà dal 1° luglio 2017.

Il nuovo decreto presenta le seguenti importanti novità che ci riguardano.
1) L’obbligo di dotarsi di defibrillatore è stato posto a carico del gestore dell’impianto e non più dell’associazione sportiva. Si specifica che l’associazione è gestrice in caso di convenzione con il Comune proprietario della struttura sportiva.
2) L’obbligo della presenza di un defibrillatore in ogni impianto sportivo.
3) L’obbligo della presenza in ogni gara di personale formato per l’utilizzo di defibrillatore. Sono quindi esclusi gli allenamenti.

Ringraziamo la Presidente Debora Serracchiani, l’assessore Gianni Torrenti e il Presidente del CONI regionale Giorgio Brandolin per l’impegno profuso e l’eccellente risultato ottenuto.

Proroga al 30 novembre prossimo per dotarsi di defibrillatore

Il 19 luglio scorso il Ministro della Salute ha emanato il Decreto con cui ha modificato l’art. 5, comma 5 del D.M. 69590/2013 (decreto attuativo del decreto Balduzzi), sostituendo le parole: “36 mesi” con quelle “40 mesi e 10 giorni”. Ciò sta a significare, secondo il poco trasparente modo di esprimersi del nostro legislatore, che per le nostre associazioni l’obbligo di dotarsi di defibrillatore è stato prorogato al 30 novembre prossimo.
Continueremo a impegnarci affinché tale obbligo sia trasferito dalle associazioni ai proprietari e/o ai gestori degli impianti sportivi, confidando in tale modifica normativa anche perché la Presidente Serracchiani si è attivata per conseguire tale ulteriore proroga anche al fine di ottenere la modifica normativa da noi richiesta, che la nostra Regione ha sempre sostenuto con vigore.

Dal 19 luglio obbligo del defibrillatore

L’emendamento al D.M. 69590/2013 (decreto attuativo del decreto Balduzzi) proposto dalla nostra Regione e approvato dalla conferenza dei capogruppo, che prevedeva il trasferimento dell’obbligo di dotarsi di defibrillatore dalle associazioni ai proprietari o ai gestori delle strutture sportive, non è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione della scorsa settimana.
Dal 19 luglio 2016 decorrerà quindi l’obbligo per le associazioni di dotarsi di defibrillatore ai sensi di quanto previsto dall’art. 5, punto 3, prima parte del Decreto del Ministro della Sanità del 24 aprile 2013 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013): “Le società di cui ai commi 1 (dilettantistiche) e 2 (professionistiche) si dotano di defibrillatori semiautomatici nel rispetto delle modalità indicate dalle linee guida riportate nell’allegato E del presente decreto.”.
Purtroppo i nostri sforzi per rendere questa improvvida e insensata norma più ragionevole non hanno avuto l’esisto sperato, se non quello di ottenere la proroga della sua entrata in vigore. Risultato comunque importante e per nulla scontato, che ci ha consentito di organizzarci per la prossima stagione.
In ogni caso continueremo con determinazione a cercare di cambiare tale norma, che consideriamo profondamente sbagliata.
Nel frattempo però siamo costretti a prendere atto della situazione che si è venuta a creare.
La L.C.F.C. non aggraverà però da un punto di vista sportivo le già onerosissime conseguenze che derivano alle associazioni da questa norma. Quindi la mancanza di defibrillatore non determinerà conseguenze sul risultato della gara, né sanzioni verso dirigenti.
Tale linea è coerente con quella sempre adottata dalla L.C.F.C. in materia di tutela sanitaria. Infatti anche per l’obbligo del certificato medico agonistico abbiamo introdotto molto progressivamente disposizioni che sanzionavano il mancato rispetto di tale obbligo. E così avverrà per il defibrillatore.
Allo stato è importante che tutte le squadre sappiano se quelle contro cui giocheranno hanno a disposizione un defibrillatore. Ogni squadra dovrà quindi indicare nella propria area personale del gestionale se ha a disposizione un defibrillatore, con la precisazione che una risposta negativa non avrà alcuna conseguenza sportiva. Tale informazione è infatti necessaria solo alla squadra contro cui giocherà, affinché si possa regolare di conseguenza.
Poichè la legge impone a ogni associazione di dotarsi di defibrillatore, non appare giustificato il rifiuto di prendere parte alla gara in caso di assenza di defibrillatore sul campo, proprio perché l’obbligo di dotarsene grava su entrambe le associazioni.
Stiamo verificando soluzioni alternative all’acquisto del defibrillatore per consentire alle nostre associazioni di ottenere un sensibile contenimento di costi. E’ consigliabile pertanto, prima di acquistare un defibrillatore, attendere la prossima informativa della L.C.F.C.

Modifica decreto Balduzzi: iniziativa Regione FVG

La nostra Regione, per tramite l’assessore Gianni Torrenti, si è fatta promotrice di una proposta emendativa del cosiddetto Decreto Balduzzi e del decreto ministeriale attuativo che prevede, per quanto ci interessa, il trasferimento dell’obbligo di dotarsi di defibrillatori dalle “società dilettantistiche” ai proprietari degli impianti sportivi, con facoltà di questi ultimi di porre tale obbligo in capo ai gestori degli impianti stessi.

Tale modifica comporterebbe il conseguente spostamento della responsabilità, derivante dal non regolare funzionamento del defibrillatore, in capo al proprietario o al gestore della struttura sportiva, invece che alla “società sportiva”.

Il 24 marzo 2016 la proposta è stata discussa e approvata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta dallo stesso assessore Torrenti, ed è stata quindi trasmessa al Ministro della Salute.

La proposta prevede inoltre:

  1. la limitazione dell’obbligo di presenza di defibrillatori solo “per le gare e per gli allenamenti a tal fine organizzati” (invece di quanto previsto dalla norma: “allenamenti organizzati in preparazione di gare”;
  2. la modifica della frase poco chiara di “attività sportive in movimento” con quella di “attività svolte fuori da impianti sportivi”.

Si confida che il Governo inserisca il provvedimento in un decreto di prossima emanazione.

Lettera al Presidente della Regione Debora Serracchiani

Gentile Presidente,

sono molto sollevato, come penso i nostri soci, dalla notizia che il Ministro della Salute abbia sottoscritto il decreto con cui ha differito di sei mesi l’entrata in vigore dell’obbligo per le associazioni sportive di dotarsi di un defibrillatore.

La soluzione adottata è da accogliere con grande soddisfazione. Da una parte infatti ci consentirà di avere il tempo di rappresentare in ogni sede opportuna la richiesta di modifica normativa affinché l’obbligo dotarsi di defibrillatori sia posto a carico dei proprietari o dei gestori delle strutture sportive, anziché delle associazioni. Dall’altra, qualora la nostra richiesta non trovasse accoglimento, ci consentirà di organizzarci per far fronte a questo impegno, sperando che non si rilevi insostenibile per i nostri affiliati.

Abbiamo molto apprezzato che, in momenti così impegnativi per problemi così rilevanti e pressanti per la nostra società, lei sia riuscita a dedicare attenzione anche a quelli del mondo amatoriale. La ringrazio pertanto, anche a nome di tutti i nostri tesserati, per il suo determinante contributo, che confido voglia continuare a offrirci per permetterci di rappresentare ancora le nostre ragioni nelle sedi istituzionali.

Colgo l’occasione per ringraziare anche l’efficientissimo Massimiliano Crociani, del suo ufficio di gabinetto a Roma, che ci ha fornito puntualmente e dettagliatamente ogni informazione sull’iter che ha avuto la nostra richiesta di modifica normativa.

Con riconoscenza.

Il Presidente della Lega Calcio Friuli Collinare
Daniele Tonino

Corsi BLSD

Ferma restando la facoltà di ciascuna associazione di rivolgersi a organizzazioni di propria fiducia, vi informiamo che abbiamo raccolto delle proposte che, a nostro avviso, sono interessanti in relazione all’affidabilità degli organizzatori, che sono la Croce Rossa Italiana e due aziende del territorio che, oltre a proporre defibrillatori, tengono anche corsi blsd (uso del defibrillatore) al costo di € 50,00 a persona.
Per quanto sopra, le associazioni interessate a far frequentare a uno o più dei propri associati il corso sopra indicato, dovranno effettuare un bonifico importo pari a € 50,00 moltiplicato per il numero di persone da iscrivere, sul conto corrente intestato alla Lega Calcio Friuli Collinare presso la Banca di Cividale S.p.A. filiale di Buia codice IBAN IT91Q0548463680066570415789. La causale dovrà riportare i seguenti dati: “cod. squadra – corso BLSD per n. ___ persone + “nome e cognome referente” + “n. cellulare” + “indirizzo e-mail”.
Non si accettano pagamenti in altre forme o in contanti per nessun motivo.
Non appena il bonifico sarà accreditato, un addetto contatterà la persona indicata nella causale del bonifico per concordare la data del corso.

Proroga “Decreto Balduzzi”

Decreto Ministeriale 11 gennaio 2016

Art. 1
Al decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, in data 24 aprile 2013, all’articolo 5, comma 5, le parole “30 mesi” sono sostituite dalle seguenti: “36 mesi”.

Decreto Ministero della Salute 24 aprile 2013: regolamento attuativo del “Decreto Balduzzi”

Art. 1 Ambito della disciplina
1. Il presente decreto, in attuazione dell’art. 7, comma 11, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attivita’ sportiva non agonistica o amatoriale, dispone garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonche’ linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte delle societa’ sportive sia professionistiche sia dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.
Art. 2 Definizione dell’attivita’ amatoriale. Certificazione
1. Ai fini del presente decreto e’ definita amatoriale l’attivita’ ludico-motoria, praticata da soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, individuale o collettiva, non occasionale, finalizzata al raggiungimento e mantenimento del benessere psico-fisico della persona, non regolamentata da organismi sportivi, ivi compresa l’attivita’ che il soggetto svolge in proprio, al di fuori di rapporti con organizzazioni o soggetti terzi.
2. Coloro che praticano attivita’ ludico – motoria in contesti organizzati e autorizzati all’esercizio nel rispetto delle disposizioni normative vigenti devono sottoporsi a controlli medici
periodici ai fini della certificazione attestante l’idoneita’ all’attivita’ ludico-motoria secondo quanto previsto nell’allegato A.
3. La certificazione conseguente al controllo medico di cui al comma 2, che deve essere adeguata e appropriata in relazione ai parametri suddetti, e’ rilasciata dal medico certificatore su
apposito modello predefinito (allegato B).
4. All’atto dell’iscrizione o avvio delle attivita’ il certificato e’ esibito all’incaricato della struttura o luogo presso cui si svolge l’attivita’ ludico – motoria e conservato in tali sedi in
copia fino alla data di validita’ o fino alla cessazione dell’attivita’ stessa.
5. Non sono tenuti all’obbligo della certificazione:
a) coloro che effettuano l’attivita’ ludico-motoria in forma autonoma e al di fuori di un contesto organizzato ed autorizzato;
b) chi svolge, anche in contesti autorizzati e organizzati, attivita’ motoria occasionale, effettuata a scopo prevalentemente ricreativo e in modo saltuario e non ripetitivo;
c) i praticanti di alcune attivita’ ludico-motorie con ridotto impegno cardiovascolare, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport
di tiro, ginnastica per anziani, “gruppi cammino” e attivita’ assimilabili nonche’ i praticanti di attivita’ prevalentemente ricreative, quali ballo, giochi da tavolo e attivita’ assimilabili.
6. Ai soggetti di cui al comma 5, i quali non sono tenuti all’obbligo di certificazione, e’ comunque raccomandato un controllo medico prima dell’avvio dell’attivita’ ludico-motoria per la
valutazione di eventuali fattori di rischio, con particolare attenzione ai soggetti che passano dalla sedentarieta’ alla pratica di tali attivita’ o che si sottopongono a esercizio fisico di
particolare intensita’. Nell’ambito delle campagne di comunicazione di cui al successivo art. 6 viene data ampia informazione di tali raccomandazioni.
Art. 3 Definizione di attivita’ sportiva non agonistica. Certificazione
1. Si definiscono attivita’ sportive non agonistiche quelle praticate dai seguenti soggetti:
a) gli alunni che svolgono attivita’ fisico-sportive organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attivita’ parascolastiche;
b) coloro che svolgono attivita’ organizzate dal CONI, da societa’ sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti
dal CONI, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982;
c) coloro che partecipano ai giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.
2. I praticanti di attivita’ sportive non agonistiche si sottopongono a controllo medico annuale che determina l’idoneita’ a tale pratica sportiva. La certificazione conseguente al controllo
medico attestante l’idoneita’ fisica alla pratica di attivita’ sportiva di tipo non agonistico e’ rilasciata dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, relativamente ai propri
assistiti, o dal medico specialista in medicina dello sport su apposito modello predefinito (allegato C).
3. E’ obbligatoria la preventiva misurazione della pressione arteriosa e l’effettuazione di un elettrocardiogramma a riposo, refertato secondo gli standard professionali esistenti.
4. In caso di sospetto diagnostico o in presenza di patologie croniche e conclamate e’ raccomandato al medico certificatore di avvalersi della consulenza del medico specialista in medicina dello
sport e, secondo il giudizio clinico, dello specialista di branca.
Art. 4 Attivita’ di particolare ed elevato impegno cardiovascolare patrocinate da Federazioni sportive, Discipline associate o da Enti di promozione sportiva
1. Per la partecipazione di non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI a manifestazioni non agonistiche o di
tipo ludico-motorio, caratterizzate da particolare ed elevato impegno cardiovascolare, patrocinate dai suddetti organismi, quali manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20 Km, granfondo di ciclismo, di nuoto, di sci di fondo o altre tipologie analoghe, il controllo medico comprende la rilevazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step test o un test ergometrico con monitoraggio dell’attivita’ cardiaca e altri accertamenti che il medico certificatore riterra’ necessario per i singoli casi. Il certificato e’ rilasciato dai medici di cui all’art. 3, comma 2, su apposito modello predefinito (allegato D).
Art. 5 Linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita
1. Ai fini del presente decreto, si intendono societa’ sportive dilettantistiche quelle di cui al comma 17 dell’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e successive modifiche e integrazioni.
2. Ai fini del presente decreto, si intendono societa’ sportive professionistiche quelle di cui al Capo II della legge 23 marzo 1981, n. 91 e successive modifiche e integrazioni.
3. Le societa’ di cui ai commi 1 e 2 si dotano di defibrillatori semiautomatici nel rispetto delle modalita’ indicate dalle linee guida riportate nell’allegato E del presente decreto. La disposizione
di cui al presente comma non si applica alle societa’ dilettantistiche che svolgono attivita’ sportive con ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo,
golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili.
4. Le societa’ professionistiche attuano la disposizione di cui al comma 3 entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
5. Le societa’ dilettantistiche attuano la diposizione di cui al comma 3 entro 30 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
6. L’onere della dotazione del defibrillatore semiautomatico e della sua manutenzione e’ a carico della societa’. Le societa’ che operano in uno stesso impianto sportivo, ivi compresi quelli
scolastici, possono associarsi ai fini dell’attuazione delle indicazioni di cui al presente articolo. Le societa’ singole o associate possono demandare l’onere della dotazione e della
manutenzione del defibrillatore semiautomatico al gestore dell’impianto attraverso un accordo che definisca anche le responsabilita’ in ordine all’uso e alla gestione.
7. Ferme restando le disposizioni di cui al decreto ministeriale 18 marzo 2011 “Determinazione dei criteri e delle modalita’ di diffusione dei defibrillatori automatici esterni”, le Linee guida
(Allegato E) stabiliscono le modalita’ di gestione dei defibrillatori semiautomatici da parte delle societa’ sportive professionistiche e dilettantistiche.. Il CONI, nell’ambito della propria autonomia, adotta protocolli di Pronto soccorso sportivo defibrillato (PSSD), della Federazione Medico Sportiva Italiana, nel rispetto delle disposizioni del citato decreto ministeriale 18 marzo 2011.
Art. 6 Educazione allo sport in sicurezza
1. Il Ministero della salute concorda annualmente con il Ministro delegato allo sport e con il CONI i contenuti di una campagna di comunicazione dedicata allo svolgimento dello “sport in sicurezza”.
Alla campagna di informazione possono anche collaborare le Societa’ scientifiche di settore.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si attuano con le risorse strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 7 Abrogazioni
1. Il decreto ministeriale 28 febbraio 1983 “Norme per la tutela sanitaria dell’attivita’ sportiva non agonistica” e’ abrogato.
Il presente decreto viene trasmesso agli organi di controllo per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

NOTE

 Art. 90, comma 17 L. 27 dicembre 2002, n. 289
Le società e associazioni sportive dilettantistiche devono indicare nella denominazione sociale la finalità sportiva e la ragione o la denominazione sociale dilettantistica e possono assumere una delle seguenti forme:
a) associazione sportiva priva di personalità giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del codice civile;
b) associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361;
c) società sportiva di capitali o cooperativa costituita secondo le disposizioni vigenti, ad eccezione di quelle che prevedono le finalità di lucro.

DL 158/12 (Decreto Balduzzi): estratto

Art. 7 comma 11
Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.

Chiarimenti in materia di tutela sanitaria: certificati medici e defibrillatori

Sono giunte molte richieste di chiarimenti in materia di tutela sanitaria a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legge 13 settembre 2012, n. 158, come integrato dal Decreto Ministeriale attuativo del 24 aprile 2013 e modificato dal DL 21 giugno 2013, n. 69.

Le norme in parola attengono, ai sensi dell’art. 7 D.L. 13 settembre 2012, n. 158, all’attività sportiva non agonistica, qualificata anche come amatoriale dal punto 11 del predetto articolo e dal citato decreto ministeriale.

Ciò può creare confusione in considerazione del diverso significato che noi abitualmente diamo al termine “amatoriale”. Il nostro concetto di amatorialità fa infatti riferimento a un modo di praticare lo sport, dove viene posta la persona in primo piano, con i suoi interessi, le sue motivazioni e le capacità motorie e che ha, di conseguenza, la tutela della sua libera circolazione e il ripudio di ogni forma di vincolo. Non ha dunque nulla a che vedere con concetti attinenti al tipo di prestazione sportiva: agonistica e non.

Come detto, la parola amatoriale viene invece usata dalla citata norma solo al fine di definire una prestazione non agonistica. L’art. 2 del DM 24 aprile 2013 infatti così recita: “Ai fini del presente decreto è  definita amatoriale l’attività ludico-motoria, praticata da soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, individuale o collettiva, non occasionale, finalizzata al raggiungimento e mantenimento del benessere psico-fisico della persona, non regolamentata da organismi sportivi, ivi compresa l’attività che il soggetto svolge in proprio, al di fuori di rapporti con organizzazioni o soggetti terzi”.

In pratica il decreto DL 158/2012 ha sostituito il Decreto Ministeriale del 28 febbraio 1983, che disciplinava l’attività non agonistica, ma non ha abrogato il DM del 18 febbraio 1982, che continua pertanto a regolamentare l’attività agonistica.

Premesso che, ai sensi dell’art. 1 del DM del 18 febbraio 1982, è compito degli Enti di promozione sportiva indicare quale attività è di carattere agonistico, si ricorda che la Lega Calcio Friuli Collinare (espressione sul territorio dello Csen – Ente di promozione sportiva) ha già definito tutta la propria attività di carattere agonistico (art. 3.B Regolamento Attività) e pertanto restano fermi gli obblighi previsti dal DM del 18 febbraio 1982, che, in sintesi, stabilisce quanto segue:

1) nessun atleta può disputare una gara o una frazione della stessa se non è in possesso di un valido certificato medico;

2) è dovere di ogni Presidente impedire la partecipazione al gioco di atleti che non siano in possesso di valido certificato medico;

3) è onere del Presidente dell’associazione conservare per tutta la stagione agonistica il certificato medico di ciascun atleta;

4) eventuali dichiarazioni liberatorie di atleti nei confronti dei dirigenti non hanno alcun valore;

5) non esiste la possibilità di autocertificare il proprio stato di salute;

6) che il certificato medico ha validità per 12 mesi dal suo rilascio.

In altre parole, gli atleti possono giocare solo ed esclusivamente se in possesso di valido certificato medico di idoneità specifica al gioco del calcio, rilasciato da medici specialisti in medicina dello sport, non quindi di un generico certificato di buona salute, rilasciato da medici di medicina generale.

Si ricorda infine che da quest’anno la LCFC effettuerà controlli per accertare che nessun tesserato disputi una gara senza valido certificato medico (22 RA, 130 e 139 RD) e che il direttore di gara non consentirà all’atleta di giocare qualora nella lista gara, a fianco al nominativo dell’atleta, risulti che il certificato medico è scaduto (36 e 66 RA).

Si ricorda infine che l’obbligo posto dall’art. 5.5 del DM attuativo a carico delle associazioni di dotarsi di un defibrillatore entro il 24 ottobre 2015.