Delibera del Consiglio direttivo

Il CD: delibera quanto segue:
– atteso il persistere dell’emergenza, nonostante qualche incoraggiante segnale di miglioramento,
– ritenuto che nell’analisi della situazione ogni valutazione debba far riferimento alla tutela del bene della salute,
– considerato che lo svolgimento dell’attività sportiva potrebbe porre a rischio i praticanti anche in considerazione dell’impossibilità di garantire il rispetto delle condizioni per il contenimento del contagio,

delibera

di annullare i campionati in corso e il Carnico, precisando che l’annullamento, al contrario della chiusura, non comporta riconoscimento di titoli sportivi di alcun genere, comprese promozioni e retrocessioni;

dispone

– che le ammonizioni perdano efficacia, come previsto dall’art. 45 RA,
– che le squalifiche a giornata restino efficaci e che siano scontate nella stagione successiva, come previsto dall’art. 43/g RA,
– che l’efficacia delle squalifiche a tempo resti sospesa fino al 24 settembre 2020 dal primo provvedimento con cui è stata sospesa l’attività e cioè dal 4 marzo 2020,
– che le ammende restino efficaci;

si riserva

di decidere su entità e modalità di rimborso dei costi dei campionati, precisando che gli stessi saranno conteggiati valutando la proporzione tra le gare previste e quelle non giocate e tenendo conto dei costi comunque necessari alla gestione dell’associazione. La decisione sui rimborsi sarà assunta a breve.

Nel video i motivi dell’annullamento dei campionati

Il Consiglio direttivo di giovedì 16 aprile deciderà se proseguire l’attività

Domani sera il Consiglio direttivo si riunirà per decidere sul prosieguo dei campionati in corso. La notizia verrà data dal Presidente Daniele Tonino durante la trasmissione BH speciale LCFC alle 17:00 (replica alle 21:00) di venerdì 17 aprile 2020. Vi invitiamo pertanto collegarvi a FVG sport channel BHtv cliccando qui per la diretta Facebook o sul Canale 113 Ddt in FVG.

Coronavirus: attività sospesa fino al 15 aprile 2020

Il Consiglio direttivo del 31 marzo 2020 ha deliberato di prorogare la sospensione dell’attività fino al 15 aprile 2020. Il Consiglio si è inoltre riservato ogni altra decisione in considerazione dell’evolversi della situazione.

Le decisioni verranno prese con l’obiettivo di concludere i campionati, nel rispetto della salute dei tesserati e delle disposizioni normative.

Qualora non fosse possibile portare a termine l’attività, anche per problemi di tempistica, i rimborsi saranno calcolati tenendo conto delle gare non giocate e i costi di gestione.

Fake

Smentiamo categoricamente le notizie circolate in rete su ipotetiche decisioni del Consiglio direttivo sulla sorte dei campionati.

Le uniche notizie vere sono quelle pubblichiamo in tempo reale sul sito!

Invitiamo i nostri soci a non prestare attenzione  a quanto scrivono gli sciacalli che, in un momento tanto grave, si divertono a diffondere false notizie.

Coronavirus: attività sospesa fino al 3 aprile 2020

L’attività viene sospesa fino al 3 aprile 2020 in conformità a quanto disposto ieri 4 marzo 2020 dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle misure da adottare per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19.

Purtroppo il decreto pare prendere in considerazione solo il mondo professionistico dimenticandosi che in Italia lo sport praticato è ben altro e più numeroso.

Infatti l’articolo 1 impone la presenza in campo sia durante le partite sia durante gli allenamenti di personale medico per l’effettuazione di controlli volti a contenere il rischio di diffusione del virus e considerato che nessuna delle nostre associazioni sarebbe in grado di assicurare il rispetto di quanto previsto e che la mancata presenza di personale medico comporterebbe delle conseguenti responsabilità  a carico delle associazioni, il Consiglio direttivo della Lega Calcio Friuli Collinare  dispone la sospensione di tutti il campionati fino al 3 aprile 2020: termine di efficacia del decreto, come previsto dall’art. 4.

L’attività potrà riprendere prima di tale data solo a seguito di disposizione del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Comunicazione del Presidente regionale del CONI

Ieri abbiamo pubblicato un’ordinanza con cui il Ministro della Salute ha disposto la “sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, …“.
Abbiamo interpretato tale disposizione ritenendo che la sospensione riguardasse anche gli allenamenti.

Continua...

Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura in luogo pubblico o privato

Ieri 23 febbraio 2020 il Ministro della Salute d’intesa con il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha emesso un’ordinanza con cui – per evitare di allargare focolai epidemici anche nella nostra Regione, considerata la contiguità territoriale con il Veneto  – ha disposto, per quanto di nostro interesse, la “sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni;…“.

Tale sospensione ha efficacia immediata e durata fino a tutto il 1° marzo 2020

Continua...

Sospensione campionati

Il Consiglio direttivo della LCFC:
– preso atto che il Governo ha emesso un Decreto Legge con cui ha disposto che nelle “aree interessate” siano sospesi manifestazioni, eventi e ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato,
– atteso che, allo stato, la Regione FVG non è “area interessata”,
– ritenuto però che ai campionati della LCFC partecipano tesserati provenienti da dette aree interessate,
– rilevato che non c’è modo di accertare la provenienza di tutti i giocatori, né le loro frequentazioni,
– ritenuto il prevalente interesse di assicurare la tutela sanitaria ai propri tesserati, prevenendo ogni occasione di contagio,
dispone la sospensione dei campionati con decorrenza dal 24 febbraio 2020 fino a nuova comunicazione.

Continua...

Tessere Libertas 2019: costi e coperture assicurative

Dal 1° febbraio 2019 sono attive le nuove coperture assicurative collegate alle tessere Libertas.
Nel prospetto seguente sono indicate le coperture, le franchigie e i prezzi. Sono evidenziati in verde i miglioramenti e in rosso i peggioramenti.
Una buona notizia è che non solo il costo della tessera obbligatoria A1 è rimasto invariato, ma soprattutto che sono aumentate le garanzie e abbassate franchigie.

Continua...

Defibrillatore: come comportarsi

In relazione alle richieste di chiarimenti delle associazioni cerchiamo di spiegare in sintesi quelli che sono i diritti e doveri delle Associazioni in tema di defibrillatore.

Obbligo del defibrillatore inderogabile.

Norme di legge prevedono che le associazioni debbano assicurare per tutta la durata della gara la presenza di una persona abilitata all’uso di un defibrillatore, strumento che deve essere presente nell’impianto sportivo sempre per tutta la durata delle gara.

Continua...

Modificato il Decreto Balduzzi! Escluse responsabilità a carico dei presidenti di associazioni non gestrici di impianti

Oggi 29 giugno 2017, a doppia firma del Ministro dello Sport Lotti e del ministro della Salute Lorenzin, è stato emesso il Decreto Ministeriale attuativo del cosiddetto “Decreto Balduzzi” che decorrerà dal 1° luglio 2017.

Il nuovo decreto presenta le seguenti importanti novità che ci riguardano.
1) L’obbligo di dotarsi di defibrillatore è stato posto a carico del gestore dell’impianto e non più dell’associazione sportiva. Si specifica che l’associazione è gestrice in caso di convenzione con il Comune proprietario della struttura sportiva.
2) L’obbligo della presenza di un defibrillatore in ogni impianto sportivo.
3) L’obbligo della presenza in ogni gara di personale formato per l’utilizzo di defibrillatore. Sono quindi esclusi gli allenamenti.

Ringraziamo la Presidente Debora Serracchiani, l’assessore Gianni Torrenti e il Presidente del CONI regionale Giorgio Brandolin per l’impegno profuso e l’eccellente risultato ottenuto.

Non mi gioco il cuore

Il Comune di Gemona del Friuli, nell’ambito del progetto “Gemona Città dello Sport e del Benstare”, patrocina per giovedì 6 giugno alle ore 20.30 presso la Sala conferenze dell’Hotel Willy di Gemona del Friuli, l’incontro formativo dal titolo: “NON MI GIOCO IL CUORE”, dove si parlerà di primo soccorso, dell’obbligatorietà del defibrillatore e delle recenti modifiche legislative introdotte.

Lo sport deve essere un piacere praticarlo e non un mezzo per morire!!

521468_607601569269322_288524262_n

Eccoci qua di nuovo a scrivere, sul nostro amato blog, un nuovo articolo, dopo le vacanze di Pasqua trascorse con parenti e/o famigliari, nella nostra amata regione o altrove.

L’argomento dell’articolo di oggi è la salute in sintonia con lo sport.

La salute è l’autonomia di ogni essere umano, come le batterie al litio di notebook, tablet e smartphone, se preservata con molta cura e attenzione ci permette di vivere a lungo e di raggiungere il traguardo del centenario della nostra nascita insieme ai nostri cari.

L’idea della stesura di questo articolo, mi è venuta un giorno della settimana antecedente le vacanze pasquali, quando sulla gazzetta prima e sulla pagina facebook della nostra lega poi, ho letto l’articolo riguardante la vicenda che ha visto coinvolto, il giocatore del Livorno, Piermario Morosini, in particolare su chi e come doveva usare il defibrillatore, che poteva forse salvare una vita umana. Scorrendo l’articolo si legge che erano presenti ben 4 medici qualificati e che erano in grado quindi di poter usare quel macchinario che come si dice in friulano: “al permet di no fa laa di che ate bande il malaat”. Voi cari naviganti di internet in merito a questa vicenda che ne pensate???

Secondo me in Italia non c’è stata una presa di posizione su chi deve usare i defribrillatori nei campi di gioco, secondo me tutti dovrebbero seguire dei corsi inerenti a questa tematica, e quindi deve essere presente almeno uno per ogni campo di gioco, che può essere un dirigente, un arbitro, un medico; anche la nostra Lega ne ha fatti diversi di cui uno l’ho potuto seguire in prima persona, e devo dire che è stato molto utile in quanto, gli addetti della croce rossa hanno preparato una lezione altamente professionale sulle tematiche del primo soccorso, sia a livello teorico e sia a livello pratico, facendo provare a noi partecipanti come ci si doveva comportare in determinate situazioni.

Un’altra riflessione nasce dal fatto che chiunque, arbitri o atleti che praticano questo sport sia a livello amatoriale, dilettantistico e professionistico minimo una volta all’anno sono sottoposti alle visite mediche, e quindi dovrebbero emergere eventuali anomalie. Secondo me, bisognerebbe sottoporre gli atleti a più visite nell’arco dell’anno e in una di queste stilare il certificato di idoneità sportiva, in modo da monitorare la salute e tutto ciò che è legato, e a mio avviso se è fatto con rigore può portare a limitare questi casi. Poi si sa il destino a volte gioca brutti scherzi.

Un’altro fattore per fare una buona attività sportiva è da ricercare nello stile di vita e nella dieta di ogni sportivo, è chiaro che una dieta equilibrata può se non altro minimizzare i problemi cardiaci o di salute…

Lo sport può essere un’alleato nel mantenere una vita sana e in forma, ma se usato in modo inappropriato può essere un nemico e purtroppo in certi casi anche letale

Voi sportivi e amanti del calcio che ne pensate, vorreste che la Lega programmasse diversi corsi dedicati a queste tematiche e rivolte a tutti e in particolare riproponesse il corso effettuato con la collaborazione della Croce Rossa come ho scritto nelle righe sopra?!?

Lo sport deve essere un piacere praticarlo sia a livello individuale, quindi star bene dal punto di vista fisico, che in compagnia,  e non un mezzo per morire!! [cit. personale]

A.Bertossi

Proposta Visita Oculistica presso Mediars

Spett.le LEGA CALCIO FRIULI COLLINARE-LCFC

 

Vi informiamo che durante i mesi di febbraio e marzo la struttura sanitaria privata MediArs di Pradamano, propone l’opportunità di effettuare la visita oculistica con la qualità di sempre al prezzo di 49,00€.

 

Per maggiori informazioni e prenotazioni potete rivolgerVi alla segreteria di Mediars dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.30.

In allegato il volantino informativo, con preghiera di diffusione a chi può essere interessato.

 

Cordialmente,

 

MEDIARS SRL

Tel.: 0432 670013 – [email protected]www.mediars.it

Via Bariglaria 60/2 – 33040 – PRADAMANO (UD)

A 5 min. dall’uscita A23 e Tangenziale Ovest (SS56), a meno di 15 min. dal centro di Udine (SP37)

Il fai da te e le lesioni muscolari…No medico? Ahi, Ahi

 

 

L’infortunio muscolare costituisce, a qualsiasi livello competitivo, un evento giustamente molto temuto dal calciatore. Le statistiche infatti parlano chiaro: circa il 70 % degli infortuni  nel calcio appartiene a questa categoria. Cerchiamo di chiarire alcuni punti:

 

Come può avvenire una lesione muscolare? Esistono due meccanismi principali: trauma diretto (ad esempio, la classica ginocchiata sulla coscia) e trauma da allungamento eccessivo, specie nella situazione in cui il muscolo si contrae “frenando” (ad esempio, ammortizzando l’atterraggio dopo un colpo di testa).

Nel calcio il muscoli più colpiti sono nell’ordine: bicipite femorale (“parte posteriore della coscia”), adduttori (“interno coscia”), tricipite surale (“polpaccio”), retto femorale (“parte anteriore della coscia”).

Cosa succede? Una parte più o meno estesa delle fibre muscolari che costituiscono il ventre del muscolo si “rompe”. Questo causa immediato dolore, difficoltà più o meno marcata ad eseguire i normali movimenti, e spesso un ematoma dovuto alla fuoriuscita di sangue dalle fibre muscolari che si sono rotte.

Esistono diversi gradi nella gravità della lesione, in base a quanta parte del muscolo è stata interessata (lesione di primo grado, secondo grado, terzo grado e rottura completa). Nel caso delle contratture, invece, non avviene nulla di tutto ciò: al contrario, molto spesso dopo la fine dell’attività fisica, ed in modo piuttosto graduale, il muscolo tende a contrarsi provocando dolore. Ma questo muscolo non presenta lesioni. Confondere lesioni con contratture può essere la prima causa di errori diagnostici e terapeutici.

Cosa fare? La cosa più saggia è certamente interrompere l’attività, qualsiasi sia la gravità presunta dell’infortunio. Nell’immediato giovano misure generiche quali l’applicazione di ghiaccio, la compressione e l’elevazione dell’arto. Se si notano fin da subito un grande ematoma e un’importante difficoltà nei movimenti, occorre recarsi al più vicino pronto soccorso, dal momento che potrebbe essere necessaria l’aspirazione del sangue, ed in casi estremi la sutura della lesione. Fortunatamente questi casi sono rarissimi, e di solito l’atleta  tende a sottovalutare il problema, commettendo però una sorta d’ingenuità. Infatti spesso, soprattutto nelle categorie dilettantistiche e amatoriali, vi è l’abitudine di “autogestire” il problema. Questo atteggiamento, talvolta supportato dall’intervento di figure che si sostituiscono al medico “suggerendo” una soluzione più o meno adeguata, porta il più delle volte ad un rientro in campo fortemente anticipato, con conseguente quasi ovvia recidiva della lesione e stop ulteriormente prolungato a data da destinarsi.

La scelta più conveniente per il calciatore e per la squadra è fare in modo che, nei giorni immediatamente successivi all’infortunio, si ottenga una diagnosi medica sia clinica che ecografica. Solo in questo modo si possono stabilire la sede, la gravità e l’estensione della lesione. In base a queste informazioni, il medico dello sport è la figura professionale più indicata a stabilire i tempi e le modalità del ritorno all’attività sportiva. Sarà cura del medico indirizzare l’atleta ad un percorso riabilitativo personalizzato, che abbia come obiettivo il ritorno in campo più rapido possibile ma riducendo al minimo il temuto rischio della recidiva.

Anche nel caso della “semplice” contrattura, sarebbe preferibile affidarsi a figure professionalmente riconosciute. E’ vero che qualche giorno di riposo e la mano esperta del massaggiatore possono risolvere il quadro velocemente, ma se il problema è ricorrente (e succede spesso), si rischiano lesioni vere e proprie oppure l’insorgenza delle tendiniti, in grado di portare a periodi di stop molto lunghi.

La prevenzione infine è un aspetto fondamentale. Esistono misure semplici da adottare quali il riscaldamento sempre graduale ed adeguato, la progressività dei carichi di lavoro, l’evitare gesti atletici “eccessivi” o scoordinati. E’ importantissimo adottare stili di vita salutari come alimentazione sana, riposo notturno adeguato, evitare il fumo e limitare il consumo di bevande alcoliche.

In sostanza, un muscolo sano e “trattato con cura”, in un contesto di equilibrio posturale  e metabolico, ha meno probabilità di rompersi!

Dott. Stefano Poser

 

Pubblicato anche su Tremila Sport del 23/03/2012

Sette consigli utili per superare indenni il generale inverno

E’ arrivato il freddo. Poche e semplici regole per la prevenzione degli infortuni dell’atleta nei mesi invernali sono utili.

Arrivato l’inverno le temperature si abbassano, i campi diventano sempre meno invitanti per la presenza di acqua, ghiaccio o neve, ma …. “the show must go on”. In questi periodi si assiste a una “fisiologica” riduzione degli atleti che possono proseguire l’attività; le ragioni sono molteplici: l’infortunio, e la malattia (come l’influenza) sono le principali cause che determinano uno stop dell’atleta anche per settimane.

Ma cosa succede al nostro organismo quando lavora a basse temperature?

Possiamo dire in termini molto generali che le nostre strutture sono più “rigide” per fenomeni di termoregolazione e fisiologici di adattamento al freddo, e allora i nervi saranno meno reattivi nel trasporto del segnale, i muscoli e i tendini meno elastici, i nostri movimenti quindi saranno più “impacciati, e i tempi di risposta più lenti. Inoltre a basse temperature siamo più esposti a infezioni virali o batteriche e quindi anche il sistema cardiorespiratorio ha un suo ruolo importante. Per fare un esempio banale, a basse temperature i nostri riflessi saranno intorpiditi, sarà quindi più facile cadere, cadendo i traumi provocheranno più danni perché le nostre strutture sono più rigide (ciò che è meno elastico si spezza più facilmente), risultato: è più facile farsi male!

 Tuttavia possiamo ridurre la percentuale degli infortuni e di patologie adottando semplici strategie.

  1. Prima bere: una buona idratazione va sempre rispettata (almeno 500 – 700 cc di acqua a temperatura non troppo bassa) prima dell’attività fisica; l’acqua rende i tessuti più elastici.
  2. Cosa mi metto: l’abbigliamento per lo sportivo è importante come la macchina per il pilota…. Coprirsi adeguatamente facilitando la traspirazione dei tessuti senza disperdere la temperatura (vestirsi “a strati” può essere un’idea) , scarpe adatte al tipo di terreno nel quale si pratica etc
  3. Warmup: la termoregolazione nel freddo induce una riduzione della vascolarizzazione alla periferia del corpo che prima dell’attività dovrà essere ripristinata; un buon riscaldamento e una buona mobilizzazione articolare sono fondamentali per ridurre il rischio di traumi quali: distrazioni o strappi muscolari, tendiniti, artriti e cadute (con conseguenti eventuali traumi da contatto fino alla frattura ossea).
  4. Respirare: nei mesi freddi, finché è possibile (quindi per impegni medio bassi), è meglio respirare dal naso che svolge una funzione di riscaldamento e di umidificazione dell’aria, evitando un trauma termico per bronchi e i polmoni e migliorando gli scambi di ossigeno (il carburante dei nostri muscoli e del nostro cervello); inoltre in questo modo preveniamo anche la possibilità di infezioni virali o batteriche.
  5. Bere ancora: se l’attività dura sopra i 45 minuti sarebbe bene reintegrare con altri 200 – 300 cc
  6. Alla fine… asciugarsi e coprirsi: dopo l’attività fisica i nostri muscoli sono irrorati abbondantemente, i nostri vasi in periferia sono dilatati (vasodilatazione periferica), determinando un passaggio dei liquidi dal sangue verso i tessuti (sudorazione)… è un po’ come se avessimo forzato il meccanismo di termoregolazione all’inverso di come dovrebbe andare, perché vasodilatazione e sudorazione sono tipici dei mesi estivi. Questa situazione vascolare determina una grande dispersione di calore, che deve essere evitata. E’ consigliabile quindi al termine dell’attività asciugare dal sudore  pelle e capelli e proteggere il corpo dalle basse temperature (anche se la percezione è quella di stare bene perché il nostro corpo è riscaldato in quel momento). Anche questa semplice strategia riduce il rischio di infezioni batteriche e virali.
  7. E ancora acqua: al termine della attività è meglio integrare i liquidi con altri 500 – 700 cc di acqua.

Piccole semplici strategie, ma dalla grande efficacia che possono aiutarci a superare i mesi più rigidi…. In attesa del sole!

Dott. Enrico Salis

Pubblicato anche Su Tremila Sport del 17/02/2012

Infortuni, ci vuole il medico

 

Prosegue  la collaborazione con alcune strutture che si occupano di medicina sportiva. In questo numero, grazie alla collaborazione del dott. Enrico Salis, parliamo della valutazione corretta di un infortunio.

Nell’ambito della pratica sportiva non è raro che l’atleta subisca un infortunio. L’evenienza di infortuni gravi (fratture ossee, rottura di legamenti, strappi muscolari) è relativamente rara, mentre ben più frequenti sono i piccoli infortuni come stiramenti muscolari, distorsioni, contusioni lievi. Questi ultimi non sono meno importanti dei primi perché una cattiva gestione del problema può portare a un peggioramento del quadro iniziale e a volte all’interruzione dell’attività sportiva anche per lunghi periodi.

Diversi sono i motivi che contribuiscono a trascurare il problema di un piccolo infortunio: forse la ragione principale è una mancanza di una “educazione sanitaria”…. Spesso la presenza di figure paramediche (la maggior parte delle volte fisioterapisti o massaggiatori) che orbitano intorno alle società sportive rappresentano una semplice scorciatoia  per gli atleti. La comodità di avere una figura professionale come un fisioterapista che offre un suo giudizio il più delle volte pertinente è indiscutibile, ma non sempre la via più breve è la più efficace. A questo si aggiunga che la sempre maggiore disponibilità di informazioni mediche dai media come su internet può determinare una erronea interpretazione del problema.

 Ma allora qual è il giusto iter da seguire dopo un trauma sportivo: innanzitutto deve essere chiaro che l’unico che può fare diagnosi è il medico; diverse sono le specializzazioni che possono indagare su un trauma sportivo (fisiatria, ortopedia, medicina dello sport). Il medico di famiglia può facilitare il paziente nella scelta della specialità più efficace a seconda del trauma subito, considerato che comunque le diverse discipline sono sovrapponibili in diversi punti. In sede di visita specialistica il medico deciderà quali accertamenti, se necessari, siano utili alla diagnosi (radiografia, ecografia muscolo tendinea, risonanza magnetica, Tomografia Assiale Computerizzata, elettromiografia, …). In base ai dati raccolti il medico formulerà una diagnosi e la giusta terapia per il paziente. Per i piccoli traumatismi il più delle volte si risolve tutto con l’ormai conosciutissima strategia RICE, acronimo che sta per Rest (riposo), Ice (ghiaccio), Compression (compressione), Elevation (elevazione dell’arto coinvolto) e con un po’ di buon senso. A volte però può rendersi necessaria anche una terapia in palestra o in piscina con un fisioterapista, o anche una terapia fisica e antalgica (tecar terapia, ultrasuoni, mesoterapia e infiltrazioni) per riportare le strutture muscolo scheletriche nella normalità. Lo sportivo dovrà sempre mettere in conto un infortunio e quindi una conseguente pausa dallo sport più o meno lunga.

Infine riportare le strutture alla normalità non sempre basta, potrebbe rendersi necessaria una riabilitazione allo sport per un corretto ritorno in campo, e cioè riportare l’atleta a ritrovare la coordinazione e la forza per compiere il gesto atletico specifico tramite esercizi specifici con i fisioterapisti o in accordo con i preparatori.

E’ fondamentale quindi che il modo di procedere sia corretto per evitare inconvenienti e per tutelare al massimo la salute e le prestazioni degli atleti. Questo discorso vale a maggior ragione per i non professionisti che non hanno alle spalle un’organizzazione che tuteli la loro salute a 360 gradi.

 Pubblicato anche su Tremila Sport del 27/01/2012