Simone Grando: Dinamo Korda, una società sana

Simone Grando: Dinamo Korda, una società sana

Simone Grando, classe 89, grazie alle sue mille attività, è uno che sicuramente non si annoia. Oltre ad essere particolarmente impegnato nel suo lavoro, è assessore comunale a Faedis e dirigente della squadra del paese, la Dinamo Korda. Qui vi alberga da 12 anni e grazie alle sua determinazione, competenza e capacità, gioca e riveste il ruolo di segretario, seguendo tutta la parte amministrativa/burocratica. A Simone piace viaggiare, scoprire, vedere e conoscere persone e luoghi nuovi cercando di capire culture e tradizioni. Una filosofia di vita che prova ad applicare anche nella sua squadra dove non si ferma alle apparenze, cercando di individuare le motivazioni personali e valutando mille aspetti per cercare di creare un gruppo coeso. D’altronde uno che lavora in banca deve far leva sulla pazienza, deve entrare in empatia con gli interlocutori, deve cercare di esplorare i bisogni di ognuno per poi cercare di accontentarne le aspettative. Insomma, Simone è diventato una colonna di una squadra, da moltissimi anni sulla breccia amatoriale, che guarda al futuro con innato ottimismo.

La Dinamo Korda è una di quelle squadre longeve che ogni anno riescono a stupire per entusiasmo e organizzazione. Qual’è il vostro segreto?

“Il nostro segreto sta proprio nell’organizzazione. Siamo una società sana, con un buon numero di tesserati e dirigenti. Quando hai questa base, in campo è tutto più facile.

Un ringraziamento particolare va al Presidente Toffoletti, un’icona per i più giovani, sia dal punto di vista calcistico, sia umano.”

Nella prima fase di campionato eravate collocati in un girone di ferro. Oltre alla qualità delle avversarie quali criticità avete incontrato?

“Le difficoltà sono state nel ritrovare il ritmo dopo 2 anni di ferma: ad oggi, non credo che avremo fatto più di 30 allenamenti. Il problema è stata la continuità e non avere mai avuto un 11 in campo identico per più di 2 partite. Molte partite le abbiamo giocate anche in 11 contati. Se poi pensiamo anche che per almeno 10 partite abbiamo avuto tra i pali un difensore, un certo “Cossettini”, ce la siamo cavata discretamente direi.”

Nella seconda fase invece un cambio di rotta. Cos’è cambiato?

“Fra defezioni, infortunati, Covid, varie ed eventuali, l’aver terminato come quinti un girone di ferro, secondo me il più duro di tutti, è servito comunque per affrontare con un buon piglio il gruppo 5°-6° posto. Siamo una squadra unita, dalla dirigenza ai giocatori. Siamo un team  forte in tutti i reparti e se siamo al completo dimostriamo il nostro valore. Lo abbiamo documentato vincendo, nella seconda fase, il girone. Volevamo tornare a tutti i costi nella dimensione, che a malincuore abbiamo dovuto abbandonare 2 anni fa (a febbraio 2020, eravamo primi con 6 vittorie di fila), e ci siamo riusciti.”

Dopo due anni di pandemia la partenza è stata difficile per tutti. Voi come siete riusciti a coinvolgere i giocatori? 

“Non è stato facile e non lo è tuttora: sono cambiate le abitudini dei ragazzi, questa è la realtà. Da chi ha cominciato a fare camminate, a chi ha cambiato sport, a chi semplicemente preferisce il divano. Dopo tanti anni ci siamo stufati di “grattare la pancia” alle persone. Penso che per dare due calci al pallone, non bisogna supplicare nessuno. E’ chiaro che la cosa più facile è quella del passaparola, infatti tanti ragazzi vengono da fuori Faedis. Il nostro bacino è piccolo, la nostra fortuna di quest’anno è che alcuni rinforzi li abbiamo avuti dal Campeglio, squadra che non si è iscritta.”

In ogni squadra ci sono elementi che innalzano il valore tecnico. Quali sono i vostri tre giocatori (o dirigenti)  che non devono mancare mai? 

“Premesso che il gruppo è la forza di una squadra, nella mia formazione ideale, non devono mai mancare i fratelli Bertossi (Marco e Robert) e i difensori Chiandetti e Spollero (con loro non si passa). Personalmente il mio top player dentro e fuori dal campo, è Toffoletti.”

E quali quelli che quest’anno, insospettabilmente, sono diventati delle pedine fondamentali per la Dinamo ?

Un nome in particolare che mi preme citare è Luca Picotti, ultimo arrivato che sta avendo una crescita esponenziale (classe 2001, alla prima esperienza tra con gli adulti e 4 reti realizzate). Un buon inserimento lo ha avuto anche Mattia Tofful, sceso in campo dopo tanti anni di inattività.

Progetti per il futuro? 

“Io continuerò sempre nella stessa veste dirigenziale e di giocatore. L’obiettivo chiaramente è quello di tesserare nuovi giocatori, perché come abbiamo visto, non sono mai abbastanza quelli che si tesserano a inizio anno, viste le defezioni che capitano durante la stagione. Ci sto già lavorando,  siamo tutti programmando la nuova stagione. C’è tanto da fare e non ci tiriamo indietro. E poi ci saranno interessanti novità.”

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