Moby Dick non si fa arpionare, vince lo scontro salvezza e rimane in Seconda categoria

 

 

 

Ultima partita di campionato, si decide la retrocessione di una delle due squadre contendenti.

In campo aleggiano nervosismo e, nello stesso tempo, determinazione a ottenere un risultato positivo.

Panchine gremite di riserve e dirigenti forse la prima volta che si vedono tanti giocatori tutti insieme.

Inizio gioco con incursioni incisive da parte di ambedue le contendenti ma che non creano troppe difficoltà per le difese.

Giove pluvio non dà tregua: piove a dirotto.

Al 15° galoppata verso la porta del mediano della squadra di casa, dribbling passaggio al giovane Barburini che si volta tira e, a portiere battuto, colpisce il fondo schiena del difensore avversario.Tutto da rifare.

Gli ospiti ribattono e, in area avversaria, su un assist del laterale sinistro trovano il difensore in area che devia la palla con la mano; fischio pronto dell’arbitro è rigore. 

Panchina di casa ammutolita, tutti in piedi con le dita incrociate; tiro alto sopra la traversa.Tutto da rifare anche per la squadra avversaria.

Si riparte; altra sgroppata del bravo Barburini che evita un giocatore della difesa, e si avvia verso la porta seguito da questi che, in un ultimo disperato tentativo di carpire la palla, commette fallo in area su ultimo uomo.

L’arbitro espelle il giocatore e decreta il calcio di punizione diretto a poco più di quindici metri dalla porta.

Poche le proteste, si dispone una folta barriera e, della punizione, s’incarica Lorenzo Miconi.

Questa volta è la panchina ospite a essere in trepidazione.

Breve rincorsa, tiro a scavalcare la barriera, il portiere vola e sfiora con le dita la sfera che batte nella traversa ed entra in rete, non c’è niente da fare è l’uno a zero per la squadra di casa.

Con batti e ribatti incessante arriva il doppio fischio dell’arbitro per la fine del primo tempo.

Si riprende la partita sempre sotto la pioggia.

La squadra ospite, anche se solo in dieci giocatori. non demorde anzi si avventa sulla squadra di casa con impeto.

La difesa tiene, protegge con caparbietà la propria area dalle continue incursioni.

La foga, di chi attacca e di chi difende, complice anche il fondo scivoloso del campo, induce ad un gioco falloso che in alcuni casi costringe l’arbitro a esibire il fatidico cartellino giallo.

Non è calcio violento, è solo grande determinazione a mantenere il risultato da una parte e a rimontare e cercare di vincere dall’altra.

Il diavolo (Cerato Alessandro) ci mette la coda anzi una zampata: dopo una lunga fuga sulla fascia laterale scambia la palla con l’instancabile Barburini e riottenutala insacca con decisione.

E’ il due a zero e mancano poco più di venti minuti al termine.

La panchina ospite è sofferente, con questo gol  vede svanire le possibilità di un risultato positivo.

Inizia la stanchezza e con questa la lunga fila di sostituzioni da ambedue le parti.

Ma la stanchezza porta anche a gesti inconsulti: il giovane Barburini dopo un contrasto si accapiglia con un avversario, e l’arbitro irremovibile mostra il cartellino rosso ad ambedue.

E’ già pace fatta, i due si avviano insieme verso gli spogliatoi dandosi una pacca amichevole sulla spalla e meditando sulla fesseria appena commessa.

La partita prosegue ancora per alcuni minuti ma non ha più storia e termina con una stretta di mano fra arbitro giocatori e dirigenti.

La squadra di casa ottiene con questo risultato la salvezza mentre la squadra ospite sarà costretta alla retrocessione nella categoria inferiore

Non retrocedono sicuramente la sportività ed il fair play di questa squadra a cui va il nostro sincero e cordiale augurio di un buon campionato per il prossimo anno.

Ps.

Vorrei menzionare, a chi legge, quanto accadutomi con la squadra del A.C Vacile :

In occasione della partita di ritorno comunicai al responsabile della squadra che per la partita non avrei avuto a disposizione sufficienti giocatori (epidemia influenzale). Questi, senza pensarci due volte, chiese il rinvio della partita rinunciando pertanto ad una vincita facile e sicura a tavolino.

Ma non è finita; la sera del recupero, dopo la partita, ci è stato offerto un invitante antipasto a base di salumi e formaggi seguito da una succulenta pastasciutta il tutto innaffiato da vino e birra e a nulla sono valsi i miei tentativi di lasciare un’offerta per quanto ricevuto.

Questo, Signori miei, è il vero fair play il vero savoirfaire il vero  BUON SENSO quello dettato dal cuore della Sportività con la “S” maiuscola e non da regolamenti spesso volti alla mera esigenza di fare cassetta.

E con questa mia ultima mi riferisco alla partita con il Ciconicco dove il SOLERTE  ma NON SPORTIVO Dirigente denunciava all’arbitro la mia presenza in campo come Accompagnatore ufficiale e, negli ultimi quindici minuti, anche come guardialinee di parte non potendo io contare su giocatori usciti, dopo sostituzione, e che con il BUON SENSO io avevo mandato in spogliatoio vista la temperatura sotto zero.

Per questo fatto la mia squadra, non io, è stata sanzionata con  sessanta euro di multa ed una manciata di punti per la coppa disciplina sic.!

SPORTIVAMENTE non serbo rancore verso nessuno e colgo l’occasione per augurare a tutti:

 

                                                                                                                             BUON CAMPIONATO 2012/2013

 

Di Giusto Bruno

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Commenti

  1. accv

    Consultando il sito ufficiale della lega ci siamo imbattuti casualmente nel bel commento della partita tra Moby Dick ed Anni 80, redatto dal Sig. Di Giusto Bruno. Arrivati a conclusione dell’articolo vi troviamo una bella descrizione di quali sono i comportamenti che dimostrano sportività e fair play in un campionato amatoriale, dove sì esiste una classifica finale, con tanto di promozioni e retrocessioni, ma dove a trionfare dovrebbe essere appunto lo spirito amatoriale dentro e fuori dal campo.
    Gli Amatori Calcio Ciconicco Villalta sono stati loro malgrado menzionati nell’articolo come esempio negativo di sportività in quanto il “solerte ma non sportivo dirigente (il nostro allenatore) denunciava all’arbitro la mia (del Sig. Di Giusto) presenza in campo” causando una sanzione di 60€ alla squadra.
    L’ACCV ci tiene pertanto a dire la sua riguardo a questo spiacevole episodio, essendo oltretutto stata portata ad esempio nel web come una società che cerca di penalizzare le avversarie pur di trarre guadagni sportivi che sul campo non riesce ad ottenere col gioco (basti vedere la classifica di quest’anno, dove siamo stabilmente stati all’ultimo posto e siamo retrocessi con appena 6 punti).
    Nel preciso caso riportato dal Sig. Di Giusto il “troppo solerte ma non sportivo dirigente” è il Sig. Fabrizio De Prato, che durante la maggior parte della nostra pessima stagione (sia dal punto di vista sportivo che societario, causa alcune importanti defezioni), si è dovuto preoccupare di svolgere più ruoli all’interno della squadra; al termine dell’incontro, vinto tra l’altro meritatamente 2a 0 dal Moby Dick, ha solamente chiesto al Sig. arbitro, per suo interesse personale, se era possibile svolgere contemporaneamente il ruolo di dirigente e di guardalinee, non facendo alcuna menzione precisa a quanto fatto dagli avversari. Alla sua domanda il Sig. arbitro ha chiarito la regola che non consente ad un dirigente di fare anche il guardalinee, aggiungendo di essersi accorto dell’irregolarità degli avversari, controllando la lista delle squadre.
    Come ACCV non abbiamo fatto alcuna richiesta di sanzione o penalizzazione nei confronti del Moby Dick, e siamo veramente dispiaciuti di essere stati coinvolti in questo modo in un articolo di commento di una gara amatoriale, soprattutto dopo quasi 30 anni di campionati amatoriali svolti sempre con sportività e cercando di aiutare le altre società fermandoci nel chiosco dopo le partite (visto il rilievo dato dal Sig. Di Giusto al dopo-partita) per contribuire alle normali spese che tutte le squadre sostengono.
    Con questo non volevamo creare un caso attorno all’articolo del Sig. Di Giusto, verso il quale non nutriamo alcun risentimento né sportivo né tanto meno umano, ma solo dire la nostra riguardo all’episodio, invitando piuttosto ad usare il buon senso cercando un chiarimento (magari anche telefonico visto che i numeri sono a tutti disponibili) prima di riportare in rete articoli che infangano persone o società, ricordandosi sempre che si tratta di un campionato amatoriale, e l’amatore adesso si vede anche nel web.

    Amatori Calcio Ciconicco Villalta

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