L’importanza della visita per l’idoneità agonistica

Con questo mese inizieremo a pubblicare alcuni articoli che avranno come tema Sport e Salute. Argomenti  che vogliono far percepire, a chi pratica sport, come sia importante seguire un percorso a tutela della propria salute. Partendo dal presupposto che nessuno è invincibile  e che il nostro corpo è una “macchina” che va controllata periodicamente, soprattutto se sottoposta a sforzi importanti, questa rubrica cercherà di spiegare, attraverso i consigli di medici specializzati, come affrontare i vari traumi, i perchè si consigliano determinate analisi rispetto ad altre, o semplicemente stili di vita da adottare per una vita sportiva longeva. Grazie alla collaborazione con i medici della Polimedica di Pradamano, iniziamo a far capire quale sia l’importanza della visita per l’idoneità agonistica.

 

Dopo la nascita della Specializzazione in MEDICINA DELLO SPORT, negli anni si è ben definita la figura dello specialista in medicina dello sport, un medico orientato all’approccio clinico dell’atleta e dell’attività fisica; inoltre anche le conoscenze in materia di sport ed esercizio fisico si sono allargate e approfondite, con maggior informazioni disponibili per quanto riguarda l’allenamento ed un’attenzione particolare alla prevenzione delle patologie sport-specifiche.

Allo stato attuale è quindi riduttivo considerare la visita per l’idoneità agonistica una formalità, come purtroppo spesso ancora accade. La visita annuale andrebbe vissuta come un momento di confronto con il medico dello sport con il quale è giusto condividere obiettivi ed eventuali problematiche che possano compromettere la pratica sportiva. Grazie al supporto integrato di altri specialisti che il medico dello sport lungimirante ha modo di coinvolgere (cardiologo, fisiatra, ortopedico, dermatologo, ecc…), l’atleta amatore può avere la serenità di praticare il proprio passatempo preferito nel massimo stato di forma possibile, sfruttando tutto il proprio potenziale e soprattutto in condizioni di maggiore sicurezza.

 

La visita per l’idoneità agonistica va effettuata in ambulatori specialistici di medicina dello sport, autorizzati per effettuare tali visite e per affrontare le eventuali emergenze (ad esempio cardiologiche durante una prova da sforzo), muniti quindi di presidi quali defibrillatori e farmaci di primo intervento. Nessun operatore sanitario è autorizzato a svolgere tali prestazioni presso strutture non idonee (al campo sportivo o negli spogliatoi).

 

 

La visita esita con l’emissione del certificato di idoneità agonistica, che ha validità di un anno (salvo casi particolari) e certifica che l’atleta è in buona salute ed è in grado di sostenere l’impegno cardiocircolatorio, respiratorio e fisico di un’attività agonistica. In presenza di condizioni patologiche, l’esito della visita può prevedere una dichiarazione di non idoneità provvisoria o definitiva in base all’entità della patologia. Da qui l’importanza di giungere di fronte al medico dello sport nelle migliori condizioni di salute.

Qualora il paziente sia interessato da qualche patologia (es. cardiologica, ortopedica, ecc…), è preferibile presentarsi il giorno della visita con tutta la documentazione a disposizione per consentire al medico di fornire il necessario supporto nella risoluzione della problematica e di avere gli elementi per decidere in che modo l’attività agonistica può essere compatibile con il quadro clinico evidenziato.

 

La visita per l’idoneità agonistica, in quanto tale, prevede una raccolta anamnestica (la storia delle malattie del paziente), un esame obiettivo in cui si valutano prevalentemente l’addome, il cuore, il torace, lo stato di idratazione, il sistema muscolo scheletrico, eventuali segni neurologici del paziente e alcuni esami strumentali.

 

Gli esami strumentali consistono in spirometria (lo studio dei volumi polmonari), l’esame delle urine, la misurazione della pressione arteriosa e l’elettrocardiogramma. Quest’ultimo viene eseguito prima in  condizioni basali; quindi le alternative sono due:

  1. si può compiere un esercizio su un gradino per tre minuti e successivamente si effettua l’ECG dopo lo sforzo
  2. la seconda possibilità è l’esecuzione del test su cicloergometro (una cyclette per uso clinico) o su tapis roulant, con la registrazione dell’ECG sotto sforzo

I tracciati elettrocardiografici verranno esaminati dal Medico dello Sport e refertati dal Cardiologo in base alle informazioni contenute in cartella.

 

Quando è consigliato fare il test sul cicloergometro?

Dal 2003 le linee guida cardiologiche per l’idoneità allo sport suggeriscono agli specialisti che si occupano di rilasciare l’idoneità alla pratica agonistica di porre particolare attenzione nella valutazione dei rischi cardiologici cui è sottoposto l’atleta. Le linee guida sottolineano che la prevalenza della malattia aterosclerotica coronarica e l’incidenza di eventi ischemici cardiaci (infarto) aumentano con l’età, mentre si presentano solo raramente in atleti di età inferiore ai 30 anni. Questo tipo di episodi sono stati osservati soprattutto in soggetti di età superiore ai 35-40 anni e, nei casi più gravi, le complicanze cardiache indotte dallo sforzo dovuto alla pratica sportiva sono riconducibili a lesioni coronariche croniche significative e alla progressione acuta di lesioni precedentemente non significative.

Queste problematiche vanno tenute ben presenti ai fini della formulazione del giudizio di idoneità allo sport agonistico ed una delle ricadute pratiche più immediate è che, almeno negli sportivi di età superiore ai 40 anni (senza fattori di rischio o con rischio basso) e in quelli di età inferiore (con rischio intermedio o elevato), l’ECG sotto sforzo eseguito mediante test ergometrico massimale andrebbe eseguito di routine.

 

La visita per l’idoneità agonistica è richiesta a tutti coloro che praticano attività sportive classificate come agonistiche dalle Federazioni Sportive Nazionali, dal CONI, dagli enti di promozione sportiva (CSEN, UISP, CSI, ecc…) e coloro che accedono alle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù.

 

Il certificato agonistico viene rilasciato da strutture autorizzate e riporta la disciplina sportiva per la quale è stata concessa l’idoneità (può essere utilizzato solo per quello sport). In occasione della visita è possibile chiedere al medico specialista il rilascio dell’idoneità per diversi sport; in questo caso verranno emessi tanti certificati quanti sono gli sport praticati. Per alcune discipline la legge prevede ulteriori esami specialistici che servono ad escludere la presenza di patologie specifiche: esame audiometrico, visita otorinolaringoiatrica, elettroencefalogramma, visita neurologica, visita oculistica (ad esempio, per i tuffi o il pugilato sono necessari l’esame audiometrico, la visita ORL, l’EEG e la visita neurologica).

 

Qualora nel corso della visita si evidenzino dubbi diagnostici di carattere cardiologico, è compito del medico dello sport far ricorso ad ulteriori accertamenti in grado di escludere la presenza di patologie specifiche. In questo caso vengono effettuati esami cardiologici di secondo livello:

  • test da sforzo massimale: viene prescritto in presenza di alterazioni della pressione arteriosa e per la presenza di aritmie (extra-sistoli)
  • ecocardiogramma: viene richiesto in presenza di rumori patologici nelle pause cardiache (ad esempio, un soffio) e in caso di alterazioni dell’ECG con sospetto di patologie o sindromi
  • ECG dinamico (Holter): è indicato soprattutto in caso di aritmie all’ECG e nel forte sospetto che queste possano verificarsi nel corso delle 24 ore

 

Per quanto descritto, la visita per l’idoneità agonistica può essere quindi un’ottima occasione per eseguire un check-up generale particolarmente accurato che coinvolge sia lo specialista in medicina dello sport che il cardiologo. Rappresenta una tappa importante per riprendere la nuova stagione agonistica e, proprio perché così completa, va considerata non solo come un via libera al tesseramento, ma soprattutto come uno screening preventivo utile ad identificare eventuali elementi di rischio per la pratica della propria disciplina sportiva in sicurezza.

A cura del dott. Enrico SALIS – Responsabile del servizio di Medicina dello Sport – Polimedica Pradamano
                    dott. Stefano POSER – Specializzando in Medicina dello Sport – Università di Udine

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