Le interviste impossibili: FIFA vs Coppa Disciplina

Associare i risultati sportivi a un comportamento corretto non è utopia. La Lega Calcio Friuli Collinare persegue da sempre i valori  legati alla Coppa Disciplina, istituto imprescindibile rispetto alla propria attività. Anche la FIFA  ha voluto dare un segnale, purtroppo apprezzato da pochi, relativo ai  valori fondanti dello sport come correttezza e lealtà sportiva. Per la prima volta ha applicato, nei gironi di qualificazione dei campionati mondiali di Russia 2018, una sorta di Coppa fair play che si attiva nei gironi a eliminazione, come terza discriminante, in caso di arrivo a pari punti.  La classifica fair play data dalle ammonizioni ed espulsioni ha avuto un peso importante per mandare agli ottavi il  Giappone invece del Senegal.
Lo “scoop” di questo articolo è quello di riportarvi dialogo tra la FIFA e la Coppa disciplina della LCFC.

COPPA DISCIPLINA: Mi sembra che il vostro fair play, finora solo di forma, cominci ad essere di sostanza se finalmente ha un riscontro nelle regole.

FIFA: la verità è che applicare  regole che vanno a stravolgere i meccanismi classici del calcio si va controcorrente. A volte si può prendere anche la scossa. E poi il mio acronimo, in italiano, rappresenta la paura del cambiamento.

COPPA DISCIPLINA: ma allora dovreste cambiare denominazione e chiamarvi Federazione Internazionale Fifoni Associati e non Federation Internazionale de Football Association.

FIFA: Modificare le regole è difficile, voi siete liberi di sperimentare perché non dovete rendere conto a nessuno, se non ai vostri associati, mentre la nostra Federazione deve aprire tavoli di confronto e gestire situazioni che ben poco hanno a che vedere con lo sport.  Magari le idee ci sono ma è più difficile farle digerire.

COPPA DISCIPLINA: Qui, in Friuli, la mia egida sui campionati della Lcfc ha portato una riduzione notevole dell’aggressività. Io non sono gelosa e ho apprezzato che mi  avete copiato, attribuendo 3 punti per espulsione e 1 per ammonizione…

FIFA: Non bisogna avere paura di adeguarsi a regole positive, ma in campo internazionale i ragionamenti sono diversi. Bisogna valutare anche la sensibilità delle federazioni, quasi tutte restie al cambiamento, bisogna stare attenti a non toccare fragili equilibri che potrebbero destabilizzare un mondo del calcio che è diventato a tutti gli effetti una grande multinazionale.

COPPA DISCIPLINA: Perché avvicinarsi al Fair play non fa notizia?

FIFA: E’ un fatto culturale, prima vengono i risultati economici, poi quelli tecnici e, se rimane spazio, viene concessa qualche riga anche per modifiche regolamentari che vanno a incidere sulla cultura sportiva. Non c’è interesse di valorizzare questi aspetti, il primo attore è il business.

COPPA DISCIPLINA: Però il ct del Senegal, Alan Cissè – come riporta un articolo di un noto giornale sportivo nazionale – ha digerito bene l’uscita di scena della sua nazionale dimostrando classe, rispetto delle regole e cultura sportiva.

FIFA: Dalle sue parole traspare come una persona che rispetta le regole e ha il coraggio di non si lamentarsi se queste lo hanno penalizzato. Anzi ha auspicato che questi atteggiamenti positivi siano emulati  Queste  sue dichiarazioni non hanno però avuto adeguato risalto.

COPPA DISCIPLINA: Comunque se volte pescare da noi altre idee non abbiate timore di chiedere… D’altronde il confronto fa crescere.

FIFA: sono già grande, ma i miei meccanismi sono complessi e difficili da modificare. Anche se l’ascolto delle differenze è importante non mi rimane che sperare che chi mi governa pensi di più allo sport e meno al business. Di questi tempi una “mission impossible”.

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