Il personaggio: Stefano Valente

Il Gruppo Sportivo Danieli, nato nel 1994 e rinominato Danieli Sporting Club nel 2015, può essere un bell’esempio di come lo spirito di squadra che viene a formarsi tra dipendenti, possa essere proiettato in ambito sportivo, dando così origine ad una realtà che inizialmente vantava 86 membri ma che oggi vede quasi 1000 affiliati. Divenuto sempre di più, col tempo, un punto di riferimento non solo per i dipendenti ma anche per le loro famiglie, l’associazione ha naturalmente allargato i suoi orizzonti, iscrivendo le proprie squadre ai campionati sia amatoriali, sia agonistici, per diversi sport. Due di queste formazioni militano nei campionati di calcio a 5 della Lega; Stefano Valente, l’allenatore di cui parleremo questa settimana fa parte di una di queste due squadre, la rinominata ABS, formatasi nel 2004, iscritta al campionato Collinare di calcio a 5 e neopromossa nel girone di Prima Categoria, nel quale si sta ritagliando sempre più spazio come una delle pretendenti ai primi quattro posti, validi per l’ingresso alla categoria superiore.

Nato il 31 marzo del 1984, Valente, i primi calci ad un pallone, li dà nel settore giovanile del Tavagnacco, fino a quando decise, a sedici anni, di passare alle discipline dell’atletica. “Visto che non mi trovavo in uno sport dove non sei in un gruppo” racconta il mister, “sono rientrato nel mondo del calcio a cinque all’età di 25 anni, non come giocatore viste le scarse qualità tecniche, ma come dirigente. Dopo alcune incomprensioni con la mia ultima società, rimasi fermo per un breve periodo di tempo, durante il quale venni contattato da un genitore per aiutare l’allenatore della squadra di suo figlio. Lì rimasi come aiuto-allenatore dei pulcini per tre anni, anche se nel terzo, visto che erano presenti molti bambini e la società aveva deciso di fare due squadre, divenni unico allenatore. Da due anni a questa parte sto svolgendo il ruolo di aiuto allenatore in prima squadra”.

La chiamata nell’ABS arrivò tre anni fa, grazie anche al suggerimento di un amico: Nicholas Buiatti, che ben mi conosceva essendo anche il mio migliore amico, fece il mio nome ai dirigenti dell’ABS, che poi mi contattarono. Il mio periodo di approdo all’interno della squadra si rivelò fin da subito positivo. Già conoscevo un pò la squadra, avendo avuto la possibilità di andarla a vedere in quanto vi giocava il mio amico, inoltre ho avuto la fortuna che sin da subito gli stessi giocatori si sono messi a mia completa disposizione, pur essendo alcuni più vecchi di me”. Uno dei primi problemi individuati dal nuovo allenatore fu quello, trattandosi di una squadra aziendale, di dover affrontare spesso delle assenze dovute ai turni di lavoro. “L’allenatore, a mio parere, deve essere in grado di dare una piccola impronta alla squadra, in modo da far sì che la mancanza di un giocatore non possa essere un problema. Visto che, per motivi lavorativi, non posso avere sempre tutti i miei giocatori presenti, la mia concezione è quella di dare una identità di gioco, facendo sì che l’assenza di alcuni elementi possa essere sostituita da altri giocatori, mantenendo intatti gli equilibri della squadra. L’allenatore amatoriale, poi, deve essere una persona che non si prenda troppo sul serio come allenatore ma che comunque prepari la squadra adeguatamente alle gare e che, durante gli allenamenti, riesca a far divertire i ragazzi”.

La squadra sembra aver ben recepito i messaggi del mister ed i risultati non hanno tardato ad arrivare. Il culmine probabilmente si è raggiunto nella passata stagione, con la promozione in Prima Categoria, raccontata così da Valente: “Certamente il mio ricordo più bello, la storica promozione in Prima Categoria per la prima volta nella storia dell’ABS. Questo merito però va dato ai ragazzi che scendono in campo, perché è grazie a loro che si ottengono risultati di questo tipo”.

Francesco Paissan

 

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