Il personaggio: Mauro Nadalutti

“Tutto cominciò sei anni fa da un’idea tra amici, quella di fondare una squadra di calcetto dove poter giocare e stare insieme. Ci mettemmo subito in moto, appoggiandoci alla Trattoria Friuli di Pavia, per creare la società dalla quale sarebbero poi nati i Banana Five.

 Pagate le varie spese di iscrizione e trovato l’accordo con il comune per l’utilizzo della palestra, facendo poi una muta nuova di maglie grazie a qualche sponsor, eravamo pronti per giocare. Principalmente i giocatori erano tutta gente che faceva parte del nostro comune, nostri amici e conoscenti, ai quali aggiungemmo qualche giocatore “extracomune”, chiamiamolo così, per completare la rosa”. Non potevano esserci parole migliori di quelle utilizzate da Mauro Nadalutti, uno dei fondatori dei Banana Five, per raccontare la nascita di questa società che, quest’anno, milita nella Prima Categoria del campionato collinare di calcio a 5, dopo l’esperienza nella categoria superiore della passata stagione, conclusasi purtroppo con la retrocessione.

Nadalutti comincia a giocare nelle giovanili dell’Union 91, la squadra del suo comune, dalla quale si è poi spostato per andare a fare gli allievi a Palmanova, cominciando così la sua carriera nel ruolo di portiere. “Da qui ho poi provato alcune esperienze nel Romans e nella Manzanese, che in quel periodo giocava in serie D. Poi ho sempre giocato in categoria, in particolare in Promozione giocando per Lumignacco, Corno e Mariano, per poi andare a Trivignano nell’anno in cui la società venne rifondata. Vi passai tre anni, nei quali dalla terza categoria raggiungemmo la seconda. Passai poi un anno piuttosto travagliato a causa degli infortuni nel Real Udinest, da dove mi spostai per andare al Santamaria. Qui feci tantissime conoscenze e strinsi molte amicizie, che durano ancora oggi. Dopo mezza stagione al Centrosedia decisi di tornare a giocare all’Union 91 che, nel frattempo, dopo essere diventata società pura, tornava ad avere una prima squadra”. Alle categorie del calcio a 11 si è poi sommata l’esperienza nel calcio a 5, dove, oltre a fare il portiere, non è raro che Nadalutti giochi anche fuori dalla porta. Gli abbiamo quindi chiesto quali sono le maggiori differenze nel difendere i pali di una porticina del calcio a 5 rispetto a quelle del “campo grande”: “Sicuramente la difficoltà più grossa che si incontra nel giocare in porta a calcetto è quella legata al dover parare molto con i piedi, cosa che invece nel calcio a 11 si vede difficilmente. A parte questo devo dire che non ho trovato grosse difficoltà nel cambio di categoria. Già dal primo anno poi ho iniziato a giocare spezzoni di partite come giocatore di movimento, cosa che tutt’ora continuo a fare”.

Ovviamente, oltre al ruolo da dover svolgere in campo, Nadalutti non si è mai tirato indietro anche al di fuori di questo, a maggior ragione essendo, di questa squadra, uno dei fondatori: “Oltre a giocare mi sono sempre impegnato anche per tutte le questioni extra-campo come tuttofare, anche se abbiamo avuto la fortuna di avere in Fabrizio Didonè, nostro attuale allenatore, un aiuto importante in tutte quelle questioni legate all’iscrizione della squadra o legate ai pagamenti dei bonifici. Un grande aiuto ci viene anche dato da Luca Pettenà per quanto riguarda quei discorsi legati alle mute da gara e a tutto ciò che concerne l’abbigliamento sportivo”.

Il ricordo più bello con i Banana Five? “La nostra prima stagione è quella che ricordo con più piacere. Non solo per i risultati calcistici, visto che comunque avevamo ottenuto la promozione diretta in seconda categoria, ma anche perché sentivamo l’entusiasmo dell’inizio. In tutte le trasferte, tutte le cene, c’era questo entusiasmo che ci portavamo dietro e che ha reso quella stagione indimenticabile. Oggi come oggi non è semplice replicare quel particolare clima, anche perché col passare del tempo tutte quelle cose le fai in tono minore”.

Francesco Paissan

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