Bar Gardel: una sconfitta che lascia il segno

 

 

BAR GARDEL OVER 40 – ZIRACCO CALCIO

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2     –      6

 

Spalti gremiti fin dalle prime ore serali per l’atteso incontro dei locali del Bar Gardel contro il Ziracco calcio. (3 corriere- 4 scuolabus – due treni speciali di cui uno non si sa dove sia finito).

 

Sul sintetico di Tarcento, sono in palio importantissimi punti per la classifica del girone finale ed entrambe le squadre sono decise  a fare propria la partita.

 

Dopo un primo tempo equilibrato nella parte iniziale, con il Gardel vicino al pareggio, lo Ziracco ha poi dilagato nella ripresa vincendo la partita con un punteggio tennistico.

 

Il presidente del Gardel, vista la sua indiscussa autorità, non potendo giocare, ha preteso di scendere in campo come guardialinee per essere vicino alla squadra.

 

L’allenatore Claudio Adotti ha non poche colpe sulla pesante sconfitta, tenuto conto che non ha saputo gestire i cambi nel momento opportuno, potendo comunque contare su undici giocatori (portiere compreso).

 

Al fischio finale dell’arbitro, il tedoforo AIRUF è letteralmente  volato ad Artegna, per comunicare il risultato e preparare i festeggiamenti, con una corsa tale  da superare in velocità la luce del sincrotrone di Trieste, giungendovi dopo 49 secondi e trentadue decimi.

 

Persino i semafori ne hanno risentito, al punto che ancor oggi lampeggiano con strani colori mai visti in passato.

 

La squadra è stata accolta comunque con gioia anche dalla locale banda cittadina che ha suonato il famoso “GOD SAVE THE QUEEN”, mentre i giocatori potevano abbracciare mogli,figli, fidanzate, amanti, compagne,suocere e quant’altro.

 

Persino alcuni appartenenti all’8^ Alpini, dopo il 10^ tocai, si erano messi a cantare “giovinezza”: cose mai viste.

 

Dopo una cena al lume di candela, tassativamente a 380 W, dietro consiglio di locali esperti del settore, finalmente tutti hanno potuto fare un mesto ritorno a casa.

 

La più inferocita per la sconfitta risultava essere la Signora Alessia che prendeva letteralmente a calci chiunque le passasse vicino, compreso il marito che, visto come si erano messe le cose, ha preferito riaprire “una tantum” il vecchio distributore per una notte.

 

Il presidente, commosso per tanta affettiva partecipazione, ha deciso di convocare un’assemblea straordinaria della società, composta da 38 persone, per trasformarla in S.p.A.: ovvero Società per Assenti.

Edi Ridolfi

 

 

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