All’Arcobaleno lo spareggio salvezza (galleria fotografica)

Pulfero, Domenica 17 Aprile 2011
valnatisone-arcobaleno 0-1
valnatisone: lunari, fattori (tomad), l. nigro, martino, clavora (g. nigro), m. debegnach, sguazzero (martincigh), zanutta, susca, di nardo (cap), bait (rubin).
arcobaleno: venchiarutti, venturini (fabro), macuglia, s. chiautta,, miani, s. forgiarini (cap), soncin, nesich (giazzon), monai, de simon (masoli), s. picco (a. forgiarini)

Spareggio salvezza all’ultimo respiro al comunale di Pulfero dove si giocano la stagione i cividalesi della Valnatisone e gli osovani dell’Arcobaleno.  L’altra diretta concorrente per la salvezza, l’ars calcio di buja, ha già raggiunto l’obiettivo salvezza espugnando sabato con un secco 3-1 il campo dell’adorgnano. La Valnatisone, complice anche una coppa disciplina migliore, ha dalla sua parte anche la possibilità di pareggiare, mentre per l’arcobaleno l’unico risultato possibile è la vittoria. Al primo minuto l’arcobaleno mette già il punto esclamativo sulla gara: calcio di punizione a ridosso del vertice dell’area, palla sul primo palo e Simone Picco è il più lesto a trovare la zampata vincente e ad anticipare lunari in uscita. Gara già in salita per i cividalesi causa l’ennesimo gol subito nei primi minuti di gioco. La manovra della valnatisone è abbastanza fluida ma i pochi rifornimenti ed una attenta retroguardia ospite vanificano il lavoro dei due attacanti, al 15’ ci prova Susca con una bella girata, ma la mira è di poco fuori. Gli osovani si chiudono bene e ripartono veloci in contropiede, al 30’ c’è anche la palla del raddoppio ma Nesich spara alto da ottima posizione. Ci prova zanutta a suonare la carica, ma la sua botta dalla distanza viene deviata da venchiarutti in corner. La prima frazione di gioco si chiude con una bella punizione di marco debegnach, ma trova pronto ancora l’estremo osovano che alza in corner. Mister andresini prova a dare una scossa nell’intervallo con un paio di cambi, dentro martincigh e capitan nigro per clavora e sguazzero con il tentativo di dare più spinta in avanti, concedendo agli ospiti maggior spazio per il contropiede. Al 15’ della ripresa brutto infortunio per federico nesich che si accascia a terra dopo un controllo di palla, per lui sospetta lesione al tendine d’achille. La gara riprende dopo 5’ di sosta e l’arcobaleno ha la palla per il raddoppio, ma è bravo lunari che prima abbozza l’uscita poi rientra tra i pali e neutralizza il tentativo della punta ospite, la difesa cividalese poi libera con qualche affanno. A 10’ dal termine la difesa osovana rischia l’autorete ma la deviazione di un difensore su cross di martincigh lambisce il palo e termina sul fondo. Ci prova giovanni nigro che si libera di un’avversario con un doppio sombrero, ma la sua mira non è precisa. Poco dopo rubin viene fermato in ottima posizione dal direttore di gara che fischia il fuorigioco lasciando qualche dubbio. Passano pochi minuti e l’arcobaleno con un lancio dalle retrovie trova la difesa cividalese scoperta, ma il centrocampista osovano, solissimo davanti a lunari opta per un passaggio al compagno leggermente avanzato ed anche qui il direttore di gara ferma il gioco. Ormai il tempo è scaduto e l’ottimo sig. Cargnelutti decreta la fine delle ostilità. Cala il sipario per la Polisportiva Valnatisone, autrice di una gara discreta e giocata con impegno, troppo poco però per sorprendere l’attenta retroguardia osovana. Salvezza in extremis invece per l’arcobaleno che a mio avviso aveva fatto vedere insieme al bar al gambero di Amaro un bel calcio nel girone d’andata. Agli ospiti, che si sono intrattenuti con una consistente presenza nel meraviglioso post-partita a Pulfero, formulo a nome della società gli auguri di una pronta guarigione allo sfortunato Federico Nesich, con la speranza di ritrovarci insieme di nuovo in campo al più presto. Alla mia squadra, dopo un ottimo girone di andata che faceva ben sperare ed un’altrettanto incerto e faticoso girone di ritorno, l’augurio di smaltire al più presto le scorie della retrocessione e di risalire in una categoria che tutto sommato ci meritiamo.

Maurizio Boer

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